sabato 9 gennaio 2016

Un altro giro di giostra

.......erano per lo più stranieri di mezza età che avevano passato anni come discepoli di Osho a Pune e poi di Babaji a Lucknow e che da quando questi loro guru avevano <<lasciato il corpo>> erano rimasti al perso.
Due di loro mi avevano portato nel loro cubicolo bianco sul Crinale per farmi ascoltare una cassetta in cui Osho parlava della morte come di <<un enorme orgasmo con Dio>>. A sentire per l'ennesima volta quella voce, i due erano caduti in deliquio e io ero rimasto colpito dalla dipendenza psicologica di questa gente dai loro guru. Valeva la pena vivere per anni in un ashram, seguire un <<maestro>> se non era per liberarsi, ma per diventarne schiavi?
Il Vecchio, divertito, mi rispose nel modo che gli piaceva di più.Con una storia.
Un uomo si sveglia una mattina in catene e non sa come togliersele. Per anni cerca qualcuno che lo liberi.Poi un giorno passa davanti alla bottega di un fabbro, vede che quello forgia il ferro e gli chiede di aiutarlo. Il fabro con due colpi rompe le catene. L'uomo gli è gratissimo. Si mette a lavorare per lui, diventa il suo servo, il suo schiavo e per il resto della sua vita rimane......incatenato al fabbro.
<<Il guru è importante>>, continuò il Vecchio.<<Esprime a parole quel che tu senti come vero dentro di te. Ma una volta che hai fatto l'esperienza diretta di quella Verità non hai più bisogno di lui.Il guru ti indica la luna, ma guai a confondere il suo dito con la luna.Il guru ti fa vedere la strada, ma quella la devi correre tu.....Da solo>>.
<<Il vero guru è quello che sta dentro di te, qui>>, e mi puntò uno dei suoi diti ossuti contro il petto. <<Tutto è qui. Non cercare fuori di te. Tutto quello che potrai trovare fuori è per sua natura mutevole, impermanente. Ti puoi illudere di trovare stabilità nella ricchezza, poi quella finisce.Puoi pensare di trovarla nell'amore di una persona, che poi se ne va. O nel potere, che facilemente cambia mano.Puoi affidare la tua vita a un guru e quello muore. No, niente di ciò che è fuori ti appagherà mai. La sola stabilità che può aiutarti davvero è quella interiore. E i guru che si rendono indispensabili servono il proprio Io e non la ricerca dei loro discepoli>>.
Il Vecchio volle dare peso a quel che aveva detto e mi ricordò le ultime parole di Buddha. Quando era per morire, circondato dal gruppo ristretto dei seguaci in lacrime, Ananda, suo cugino e discepolo, gli chiese:
<<E ora, chi ci guiderà?>>
<<Siate la luce di voi stessi. Rifugiatevi nel Sè>>, rispose Buddha.


Tiziano Terzari......."Un altro giro di giostra"

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