mercoledì 30 settembre 2015

1) Il paragone

Lentamente vado compilando un promemoria che mi serva da monito a render me stesso migliore, più prossimo al mio essere superiore.
Essenzialmente non sono estremista, mi piacciono i distinguo ma so bene che non si va per bruschi scatti ma per un armonioso divenire............
Ci sono però aspetti o peggio cattive abitudini che portano inevitabilmente ad abbassare il livello esistenziale............uno di questi è il paragone:
Non appena paragono questo a quello, commetto subito molteplici errori, il primo è porre una delimitazione, un limite ad una persona, che per naturale che sia è destinata a mutare, a cambiare, evolversi o involversi, diversa insomma; poi, come possiamo credere di conoscere qualcuno se in definitiva non conosciamo pienamente noi stessi, senza dimenticare che anche noi come tutti gli altri siamo in divenire, quindi fondamentalmente siamo come una nuvola che galleggia, cambia forma, si frammenta in più piccole o si fonde in un insieme.
Il paragone crea solo distanza, imbruttisce entrambe le parti, non può essere mai veritiero e non porta nessun buon frutto, è limitato e genera solo altre negatività, una su tutte l'omologarsi per non "perdere il confronto" con gli altri...............perdendo così la magnificenza della propria individualità.
La stessa strada fatta da due persone attraversa posti diversi...............
Forse sempre più persone si sentono sole e si aggrappano al termine di paragone per essere sicuri e auto/convincersi, consolarsi, che alla fin fine c'è chi sta peggio, evidente sintomo di insicurezza.
Quindi devo dedurre che l'insicurezza genera spesso il paragone................

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