lunedì 17 agosto 2015

Le parole spesso non sono sufficienti per esprimere emozioni, altre volte invece bisogna "leggerle" al contrario.....

Mi capita spesso di sentirmi fuori posto, alieno, proprio non capisco, preferisco una sincera solitudine ad una meschina compagnia, e lo credo fortemente ancora adesso, da sempre.......
Senza scivolare nella venefica critica verso ciò che non si comprende, ne ho preso atto che in molti aspetti dello stare insieme, io non mi ci trovo......non credo che sia asociale o preferisca lo stare con me stesso invece della compagnia.
Sono selettivo, semplicemente se una persona non mi garba non la frequento; col tempo ho quasi imparato a non giudicarla, ma resto della mia idea.....chiamatela amor proprio.
Se accendete la radio, è naturale che cambiate stazione per trovarne una che vi piaccia, in quel momento, così è per me con alcuni aspetti della vita.....perchè ce ne sono tanti altri che non si possono mica cambiare o scegliere, lì si deve imparare ad accettare......non in modo passivo ma imparare a saper cogliere il buono in ogni aspetto....l'amaro ti farà apprezzare di più il dolce.
Piccole differenze per grandi cambiamenti, che si accumulano a nostra insaputa, goccia dopo goccia
e forse siamo troppo presi a rincorrere le ombre o a fuggire da ipotetici mondi paralleli

Da sempre sono esistiti individui convinti che per essere felici sarebbe bastato raggiungere il piacere, il potere, la fama e la ricchezza, e che l'unica cosa da imparare non fosse tanto l'arte di vivere quanto il modo per ottenere abbastanza successo da acquisire i mezzi per vivere bene.(Erich Fromm)


Capita, a volte mi capita di svuotarmi, di fare spazio e di restare in ascolto

ascolto una canzone e medito pur non capendo ed il tempo non trova posto, mi sento a casa
sono questi momenti che mi parlano di questa vita, di questa recita, per capire ma non con la testa, dimenticare....infantili perchè senza risposte
Pioggia di luce, vibrazioni benefiche, cristalli e pietre, suoni lontani
Non più limitato da questa terrena prospettiva eppur non so dare un nome, non trovo il giusto verso
questo percepirmi diverso da come sono e consapevole di chi in realtà sono.
Come un abito preso in prestito, capita di sentirmi fuori posto
Fortuna ci sono i fiori che mi ricordano i colori il sole e la luce, i profumi Ed ogni volta che credo di essere con le spalle al muro, si apre una porta
proprio quando lascio la presa e mi preparo al tonfo, mi accorgo dei pochi centimetri che mi separavano da terra.
Sembra strano come la paura possa diventare vuota e spegnersi in un fil di fumo, come un falò che ha bruciato tutto ed inesorabilmente si spegne,
Sono appena tornato da una delle mie passeggiate mattutine, dove trovo quel silenzio interiore e posso mettere un pò di ordine nell'anima.
Anche se non ho la possibilità di farlo tra la natura, se mi predispongo "all'ascolto", ogni marciapiede diventa un muretto a secco oltre il quale si apre il cielo.
Quando torno porto con me un pò di sana stanchezza che indica anche che le gambe ci sono, le sento ed i polmoni dopo anni di sigarette, (da due anni ho smesso) sono in forma
Porto con me quella sensazione che mi dà quando mi prendo cura di me, dopo la doccia, mentre mi friziono il dopobarba............la stessa sensazione provo dopo aver fatto un pò d'ordine dentro, riflettendo su tutto ciò che nell'ultimo periodo mi ha colpito.
Stamattina ripensavo ad un passaggio di un libro dove la vita è paragonata ad un'illusione.la sento molto vera questa affermazione..ed allora riflettevo sull'inutilità dei miei affanni come anche delle mie eccessive euforie..............veramente tutto ciò che non può essere incorniciato dalle parole è ciò che vale la pena chiamare vita.
Oltre i pensieri grigi che inevitabilmente si affacciano, cerco di ricordare che il flusso dei pensieri è inarrestabile, a me sta solo non identificarmi, tutto qua e come sono arrivati, così vanno via.
Inizio a pensare che il silenzio sia la mia realtà, il posto comodo che cerco ogni volta che ne ho la possibilità............riflettendoci è forse sempre stato così, ma adesso ne sono consapevole e questo mi fa ancor più apprezzare.
Penso anche che questa mia predisposizione al silenzio, porti in dote anche una scarsa abilità d'espressione, una delicatezza nello scegliere i termini che ripensandoci, ogni volta, mi fa sentire in colpa.
Sto imparando a non scivolare nei sensi di colpa e nell'essere troppo cattivo con me stesso, anzi, ho iniziato un programma riabilitativo a base di auto-ironia........
Spendo ancora troppa energia a nascondere le mie debolezze, evitando alcune paure
ma ogni giorno cerco di trovare pace e di stare in pace......purtroppo queste giorni di festa, come ogni anno mi portano a vivere momenti poco piacevoli e a fare compromessi che non appartengono al mio essere...............e questo mi influenza negativamente, invocando il mio ego ed inquinando i miei pensieri.................
Anche una bugia va bene per continuare
un modo come un altro per non soffermarsi troppo sulle banalità
resto in silenzio, mi faccio spazio, provo ad ascoltare.......
Perdo pezzi mentre procedo e ad ogni passo non sono più chi ero
quanto tempo è passato prima che mi ricordassi di me
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