domenica 5 ottobre 2014

Commenti al Dhammapada

L'esistenza segue una legge matematica: una malefatta genererà inevitabilmente una malefatta nei tuoi confronti; e se crei infelicità agli altri, inevitabilmente si ripercuoterà su di te.
Paradiso e inferno non sono luoghi geografici. Si tratta di semplici metafore per chiarire qualcosa di psicologico. L'inferno è lo stato di una mente immersa in una profonda infelicità; ovviamente frutto delle proprie azioni. Tutta la polvere che hai gettato controvento e che ricade su di te: quello è l'inferno. Tutto il male che hai fatto alla gente e che ti ricade addosso.....dovrai sempre raccogliere ciò che hai seminato. Se hai seminato i semi del veleno, dovrai raccogliere veleno. E' semplicissimo: Aes dhammo sanantano, questa è la legge eterna.
Nessuno può esserne esentato, nessuno può essere un'eccezione; anche se qualcuno pensa:"forse io posso essere un'eccezione, forse io riuscirò a trovare una scappatoia". Di sicuro puoi trovare delle scappatoie per sfuggire alle leggi degli uomini, puoi trovare una scappatoia per sfuggire a qualsiasi norma, poichè le leggi degli uomini restano leggi umane: si possono non rispettare. E puoi sempre trovare una persona intelligente che ti dica come eluderle. Ma non si può sfuggire alle leggi eterne, alle leggi naturali: se non le rispetti, soffrirai inevitabilmente. Quella sofferenza è l'inferno.
Ogni volta che vai contro la legge della vita, sei in un inferno, e ogni volta che sei in sintonia con la legge, sei in paradiso: paradiso indica una condizione di gioia. E quando sei in un limbo, nè da una parte nè dall'altra, nè a favore nè contro, quando vivi in uno stato di letargia, in uno stato di indecisione, sospeso tra due cose, allora sei in questo mondo.
Nelle scritture buddiste questo mondo è chiamato madhyalok, lo stato di mezzo tra paradiso e inferno.
Ricorda: è impossibile nascondersi dalla propria malvagità.Pertanto non cercare di ingannarti, dicendoti che tu troverai una scappatoia: andrai in pellegrinaggio al Gange e ti immergerai nelle sue acque, e così tutti i tuoi peccati verranno lavati via. Non ingannarti da solo: il Gange non potrà mai fare nulla di simile.
Non pensare che potrai andare alla Mecca, potrai compiere un pellegrinaggio, così da diventare un haji, un uomo che ha visitato la Kaaba e in questo modo purificarti da tutti i tuoi peccati, poichè Dio ti ha perdonato.
Non pensare di poter fare rituali di purificazione che ti liberino di tutte le malvagità commesse. Nulla di tutto ciò potrà mai aiutarti.

Il Buddha dice:

Da nessuna parte!
non in cielo, 
non in mezzo al mare,
non negli anfratti più segreti delle montagne
ti puoi nascondere dalle tue stesse malvagità

Ma come polvere lanciata contro vento, 
le azioni malvagie vengono ributtate sul volto
dello stolto che fa del male a chi è puro e inerme.

La tua malvagità ti seguirà come un'ombra, ti perseguiterà ovunque andrai. Meglio sarebbe non compiere nulla di male; ma puoi evitare di farlo solo se diventi consapevole, altrimenti sarà inevitabile compiere malvagità.
Ogni malvagità inevitabilmente si porterà dietro la sua punizione; è certo, come è vero che ogni nascita si porterà dietro la propria morte.
Non puoi evitare la morte, non puoi evitare i frutti delle tue azioni.Pertanto, non pensare in qusti termini, poichè tutto il tempo sprecato nel tentativo di sfuggire e di nasconderti, è semplicemente sprecato.
Tutta quell'energia può essere riversata in un unico sforzo: diventare consapevole, diventare meditativo. Solo questo potrà essere utile.


Una risata vi risveglierà - Commenti al Dhammapada di Gautama il Buddha
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