martedì 8 aprile 2014

UN VIAGGIO INFINITO

<< Non giudicare>> è una delle affermazioni più grandi mai fatte da uomo e al tempo stesso, è una delle cose più impossibili per la mente........ogni giudizio non può che essere fallace, perchè il mondo intero è profondamente interconnesso, senza conoscere l'intero, come puoi conoscere o analizzare una parte?
Come puoi giudicare?
Il mondo non è diviso, se lo fosse, allora un frammento potrebbe essere conosciuto, mentre il mondo è una totalità; ogni giudizio è di per sè falso, perchè ogni giudizio sarà parziale e si affermarà come totalità.
<< Non giudicare>>, e questo perchè il giudizio non farà che chiuderti, creerà una morte dentro di te: la tua sensibilità andrà perduta e con essa ogni possibilità di crescere e di evolvere. Nel momento in cui giudichi, ti rattrappisci, ti ritrai dall'impatto con il Reale, ti paralizzi, arresti il tuo fiorire.
Quindi, la cosa più coraggiosa è avere il coraggio di non giudicare; questo perchè la mente è assetata di giudizio, non vede l'ora di poter dire: << questo è giusto e questo è sbagliato>>, << questo è bene e questo è male>>. La mente è infantile, balza da un giudizio all'altro, se mai vorrai uscire dalla mente - e se non lo fai, ti sarà del tutto impossibile crescere interiormente-, la sola cosa che devi fare è questa: non giudicare.
Voglio raccontarti un aneddoto:

E' una storia semplice. 
In un villaggio viveva un vecchio, molto povero, ma di cui perfino i re erano invidiosi, perchè possedeva un bellissimo cavallo bianco, quale mai si era visto: primeggiava in forza, bellezza e maestosità.
Ripetutamente diversi re gli avevano offerto una fortuna, ma il vecchio diceva sempre: << Per me questo non è un cavallo, è una persona, come posso vendere una persona? E' un amico, non un bene che possiedo: come posso vendere una persona? E' impossibile!! >>. L'uomo era povero, le tentazioni erano forti, ma lui non vendette mai quel cavallo.
Una mattina, si accorse che il cavallo non era più nella stalla. 
Subito l'intero villaggio accorse e gli disse: << Sciocco! Lo sapevamo che un giorno il cavallo sarebbe stato rubato: sei così povero che non puoi proteggere un bene così prezioso. 
Sarebbe stato meglio se tu lo avessi venduto, avresti potuto ricavarne la cifra che volevi, adesso, invece, il cavallo se nè andato. Che disgrazia! Che sfortuna! >>.
Il vecchio replicò: << Non andate troppo lontano.....dite solo che il cavallo non è più nella stalla. Questo è il fatto, il resto è solo giudizio....come potete sapere che sia una sfortuna? Come fate a giudicare? >>
E la gente: << Non cercare di farci sembrare sciocchi, forse non siamo grandi filosofi, ma qui la filosofia non serve a nulla; è un semplice fatto che un bene prezioso è andato perduto e questa è una sfortuna! >>.
Il vecchi insistette: <<  Io mi limito a vedere un'evidenza: la stalla è vuota e il cavallo se nè andato, ora non c'è più. 
Il resto non lo conosco, non so se sia una sfortuna o una benedizione, ho di fronte a me solo un frammento.....chi può dire cosa seguirà?
Tutti risero del vecchio, avevano sempre pensato che fosse un pò pazzo, altrimenti si sarebbe affrettato a vendere il cavallo per ricavarne dei soldi.
Ma quindici giorni dopo, una notte, all'improvviso, il cavallo ritornò.....non era stato rubato, era fuggito nella selva e ora, non solo tornava a casa, ma portava con sè una dozzina di altri cavalli selvaggi.
Di nuovo la gente si raccolse intorno al vecchio e gli disse:<< Avevi ragione vecchio, e noi avevamo torto.....non era affatto una sfortuna, si è dimostrata una vera benedizione.
E il vecchio replicò: << Di nuovo, state divagando. Dite solo che il cavallo è tornato e che ha portato con sè dodici cavalli , ma non giudicate. Chi può dire che si tratti di una fortuna o di una sfortuna? Si tratta solo di un frammento, è come se leggeste una frase di un libro, come potete giudicare l'intera opera?
E in questo caso, siamo di fronte alla vastità della vita, come potete giudicarla da un solo episodio? Non dite che si tratta di una benedizione, nessuno può dirlo >>.
Questa volta la gente non ebbe nulla da replicare, ma in cuor loro quelle persone sapevano che il vecchio sbagliava, ora possedeva dodici cavalli bellissimi......addestrandoli un pò avrebbe potuto venderli molto bene e ricavarne molti soldi.
Il vecchio aveva un figlio, un solo! E il giovane iniziò ad addestrare quei cavalli selvatici, ma la settimana successiva fu disarcionato malamente e si spezzzò entrambe le gambe.
Di nuovo la gente accorse - viviamo circondati dalla gente! - e di nuovo si mise a giudicare. Il giudizio sorge immediato. Dissero: << Avevi ragione, anche questa volta hai visto giusto.....non era affatto una benedizione, di nuovo si tratta di una sfortuna! Il tuo unico figlio ha perso le gambe e nella tua vecchiaia era il tuo unico sostegno! Ora sei più povero che mai >>.
E il vecchio: << Siete ossessionati dal giudizio....non andate così lontano, dite solo che mio figlio si è rotto le gambe; chi può dire se sia una sfortuna oppure una benedizione? Nessuno lo sa! Di nuovo si tratta di un frammento e non si ha mai in mano nulla di più che un semplice frammento; la vita viene in singoli frammenti e il giudizio tratta sempre una globalità >>.
Alcune settimane dopo accadde che il paese entrò in guerra e tutti i giovani del villaggio vennero arruolati a forza. Solo il figlio del vecchio fu scartato perchè era storpio. L'intera città si riunì in lacrime, disperata, perchè tutti sapevano che quella guerra sarebbe stata persa e quindi era certo che la maggior parte di quei giovani non avrebbe più fatto ritorno.
Accorsero, dunque, dal vecchio piangendo disperati e affranti dissero: <<Avevi ragione vecchio! Dio sa quanto eri nel giusto, la tua si è rivelata una benedizione. Certo, tuo figlio è storpio, ma perlomeno ti è vicino. I nostri figli se ne sono andati per sempre!
Di nuovo il vecchio replicò: << E' impossibile parlare con voi, non fate altro che giudicare...chi può saperlo? Dite solo che i vostri figli sono stati costretti ad arruolarsi, mentre mio figlio è rimasto a casa. Ma nessuno può dire se questa sia una fortuna oppure una sfortuna. Nessuno potrà mai saperlo: Dio solo lo sa! >>.

E quando un taoista dice che << Dio solo lo sa>>, intende dire che solo l'Assoluto, il Tutto lo sanno. Dunque, non giudicare, altrimenti non potrai mai unirti e fonderti con la totalità dell'esistenza: rimarrai ossessionato dai frammenti, dai singoli episodi della tua vita e li userai per trarre subito delle conclusioni.
Ricorda: se giudichi hai smesso di crescere, il giudizio presuppone uno stato della mente stagnante; con il giudizio ogni movimento si arresta.....in realtà la vita è movimento infinito, crescita senza fine, perchè Dio non è un punto fermo; Dio è il movimento totale della vita, quindi, se vuoi camminare con Dio, devi muoverti continuamente....devi essere  sempre in viaggio.....................


Dal libro " I maestri raccontano"

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