venerdì 4 aprile 2014

PARLARE TROPPO


OSHO


L'uomo vive un divenire. Non è un essere bensì un processo in evoluzione. Gli alberi non cercano di essere, esistono semplicemente. Neppure Dio cerca di essre, egli è unito alla propria essenza. L'uomo si trova tra queste due realtà; ovviamente è in tensione, tirato in due direzioni: una parte del suo essere vuole fondersi con l'animale, un'altra parte del suo essere vuole elevarsi fino a diventare Dio.
L'uomo esiste in questo tiro alla fune.
Hai mai osservato ciò che si agita dentro di te? Sei del tutto frammentato; non sei un'unità organica, sei una molteplicità e lo sei a causa della molteplicità di desideri che si agitano dentro di te.
Nel momento in cui pensi a cosa diventare, non sei più cosciente di ciò che sei.
Per questo è importante comprendere la natura del desiderio : è il solo inganno, il solo miraggio, l'unica illusione.
Cos'è il desiderio? In primo luogo esso aspira sempre a qualcosa che non c'è. Come potrà mai essere appagata una tale aspirazione? Allorché si otterrà qualcosa, il desiderio si sarà spostato altrove, sempre su ciò che non c'è, che non si ha. Il desiderio non è mai nel presente, può solo essere proiettato nel futuro.
Lo vedi accadere in continuazione, pertanto il desiderio continuerà a spingerti verso qualcosa che mai ti appagherà. Si tratta di un circolo vizioso: continui a correre, a spasimare, a muoverti, a fare molto rumore per nulla. Se non comprendi la natura del desiderio, continuerai a mutare l'oggetto delle tue aspirazioni, ma non cambierai la morsa che ti attanaglia alla radice.
... Non dico che non si debba desiderare, dico una cosa del tutto diversa: osserva, guarda, scruta nel desiderio, medita sul desiderio, entra in profondità dentro di esso; penetralo fino alla sua radice più intima.
Solo l'uomo ha la facoltà di desiderare, gli animali hanno solo bisogni: se una tigre ha fame, mangia, non pensa mai al futuro. Quando la primavera viene, gli alberi fioriscono, non si preparano, non fantasticano, non desiderano alcunché.
Per pensare al domani, al futuro, al trascendente, a una vita dopo la morte, per pianificare il futuro, è necessario avere un pò di consapevolezza....ma solo un pò, perchè nella pienezza della coscienza di un Buddha, di nuovo il desiderio scompare. Un illuminato vive spontaneamente, come un albero, come una pietra, come un fiume; certo, la differenza è immensa: un Buddha è consapevole, un albero è inconsapevole; ma esiste una grande somiglianza: entrambi vivono assolutamente nel presente; l'uno perchè è pienamente cosciente, l'altro perchè è del tutto inconsapevole.
Nella pura consapevolezza di un Buddha non esiste alcuna dualità, egli è solo e unicamente pura presenza consapevole; allorché si ha una dualità, subentra la tensione, insorge il tiro alla fune e l'uomo è dualità: una parte di lui è diventata consapevole, mentre la maggior parte del suo essere è restata ancora inconscia.
Egli è simile a un iceberg: solo un decimo , solo la punta  è consapevole, il resto è inconscio, nove decimi del suo essere sono immersi nell'acqua.....è inevitabile che tra queste due parti insorga un conflitto, una guerra civile.
E l'uomo vive una perenne guerra civile; la parte cosciente dice: <<Fà questo>> e l'inconscio dice: <<Fà quast'altro>>.
Sono fenomeni del tutto diversi, non possono comprendersi; tra loro è impossibile qualsiasi comunicazione. A causa di questa dissociazione, l'uomo vive in uno stato di agitazione e resta del tutto inconsapevole di chi egli sia: se ascolta l'inconscio, è una cosa; se ascolta la parte conscia è un'altra.
... Per acquistare la pace, la quiete, per essere estatici...diventare un Buddha, si deve crescere, crescere in consapevolezza.
E ricorda: questa è la sola crescita possibile!
Osserva nella tua vita quanto sei inconsapevole, rimarrai sorpreso: la tua consapevolezza è quasi nulla, ed è fragilissima: Inoltre si riduce a qualcosa di epidermico: qualcuno ti insulta e tutta la tua consapevolezza scompare, ribolli di rabbia, impazzisci. Qualcuno ti elogia, e la tua consapevolezza scompare: ti gonfi di ego, fino quasi a esplodere.
A cosa si riduce la tua consapevolezza, te lo sei mai chiesto? Si perde nella miriade di chiacchiere che accompagnano la tua vita quotidiana: se solo smettessi di parlare troppo, il novantanove per cento dei tuoi problemi scomparirebbero.

Dal libro " I maestri raccontano"

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