mercoledì 9 aprile 2014

OSHO

La circonferenza muta, il centro rimane assolutamente eterno....vai sulla riva del mare e osservalo: ci saranno milioni di onde, ma nella profondità dei suoi abissi resta calmo e quieto, è in meditazione; l'agitazione è solo sulla superficie, là dove il mare incontra il mondo esterno, le onde; altrimenti, in sè, rimane sempre identico a se stesso, non un'increspatura lo agita, nulla muta.
La stessa cosa accede dentro di te, solo in superficie, là dove incontri gli altri, c'è scombussolio, ansia, rabbia, attaccamento, avidità, bramosia: ma solo in superficie, là dove i venti della vita ti toccano. E se rimarrai in superficie, non potrai cambiare il susseguirsi mutevole degli eventi!
Molte persone cercano di cambiare in superficie; lottano contro il mutare degli eventi, cercano di impedire a qualsiasi scombussolio di affiorare, ma proprio a causa di questa lotta, sorgono onde ancora più alte, perchè quando il mare lotta contro il vento, l'agitazione è maggiore, in quel caso non sarà solo il vento ad animare la superficie delle acque, anche il mare darà manforte e il caos diventerà totale.
Tutti i moralisti cercano di cambiare l'uomo alla superficie; il carattere rappresenta la tua superficie: quando nasci, non lo porti con te, vieni al mondo come un foglio bianco; tutto ciò che definisci "carattere" è scritto dagli altri: i genitori, la società, gli insegnanti, l'educazione....si tratta di condizionamenti. Tu nasci come un foglio bianco e qualsiasi cosa venga scritta su di te proviene dagli altri, pertanto, se non torni a essere un foglio bianco, non conoscerai mai la tua natura reale.
Quindi, il problema non è avere un carattere forte; non si tratta di non essere più arrabbiati, di non essere più disturbati; il problema è come cambiare la tua consapevolezza in modo tale che si sposti dalla periferia al centro.
Allora, all'improvviso vedrai che tu sei sempre stato calmo; allora potrai osservare la periferia con una certa prospettiva, da una certa distanza e sarà una distanza così vasta e infinita che potrai vedere ogni cosa come se non accadesse affatto a te.
In realtà nulla ti è mai accaduto, perfino quando eri completamente perso negli eventi, nulla ti è mai accaduto:
qualcosa dentro di te è sempre rimasto indisturbato, qualcosa in te è sempre rimasto un testimone.
Pertanto, l'intero problema che un ricercatore si trova a dover affrontare è questo: come spostare la propria attenzione dalla periferia al centro, come fondersi con ciò che non muta mai e non essere identificato con ciò che altro non è se non il confine periferico del suo essere.
La differenza tra te e un Buddha non è il carattere, non è una differenza morale, non è una differenza data dalla virtù, ciò che è diverso è il terreno su cui tu e lui siete radicati.
Tu sei radicato alla periferia, un Buddha è radicato nel centro. Egli può osservare la propria periferia da una distanza infinita; quando lo colpisci, egli può vederlo come un fenomeno che accade a qualcun altro, perchè il centro è assolutamente distante. E' come se lui fosse un osservatore su una collina che osserva qualcosa che accade nelle valli sottostanti. Questo è il primo punto che deve essere compreso.
La seconda cosa: è facilissimo controllare, è difficilissimo trasformare.
Certo, puoi controllare la tua rabbia, ma cosa farai? la reprimerai; ma quando reprimi qualcosa, non fai altro che cambiare la direzione del suo movimento: era diretta all'esterno, se la reprimi inizierà a orientarsi verso l'interno, ed era meglio che quella rabbia uscisse da te; qualsiasi veleno è meglio che sia espulso; se la rabbia entra in te, vorrà dire che tutto il tuo corpo, la tua mente, il tuo organosmo ne saranno avvelenati.
Se lo fai per troppo tempo,quell'assommarsi di negatività penetra sempre di più dentro di te e alla fine diventa qualcosa di costante dentro di te....a quel punto non è che tu sei in collera qualche volta e qualche volta non lo sei, tu sei semplicemente collera!
L'intero tuo essere è avvelenato da cose che hai represso.
La società insegna a controllare, non a traformare e la via della trasformazione è ben diversa.
Come prima cosa quando ti controlli reprimi; nel processo di trasformazione....esprimi.
La prossima volta che ti sentirai in collera, fai sette giri di corsa intorno alla tua casa, poi siediti sotto un albero e osserva dov'è finita quella rabbia; non l'hai repressa, non l'hai controllata, non l'hai gettata su qualcun altro.....
La rabbia non è altro che vomito mentale: hai assorbito in te qualcosa di indigesto e tutto il tuo essere psichico vuole espellerlo....non per questo devi gettarlo su qualcuno; semplicemente esiste qualcosa dentro di te che richiede un'azione rapida che permetta di scaricarlo.
Come seconda cosa, sii consapevole....quando ti controlli non hai bisogno di alcuna consapevolezza, agisci semplicemente  come un automa....sopraggiunge la rabbia e all'improvviso tutto il tuo essere si restringe e si chiude e questo perchè se sei attento e presente, non sarebbe così facile controllarti.
La società non ti insegna mai a essere attento, presente, consapevole, perchè in questo caso saresti totalmente aperto.......la società ti insegna a chiuderti, a rinchiudere te stesso in una caverna interiore, senza lasciare aperta la benchè minima finestra da cui potresti uscire!
Ma ricorda, se nulla esce, nulla entra. Se la tua rabbia non può uscire, sei chiuso; a quel punto se baci una persona nulla uscirà da te e nulla entrerà. Vivrai una vita ottusa, priva della minima sensibilità.
La sensibilità cresce con la consapevolezza. Attraverso il controllo diventi ottuso e morto.
Nulla ti colpirà più: nè gli insulti nè l'amore: Ma questo controllo lo otterrai a caro prezzo, un prezzo inutile e richiederà lo sforzo di tutta la tua vita; sprecherai la tua energia per controllarti.

Dal libro " I maestri raccontano"

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