venerdì 11 aprile 2014

MaoP

Non penso sia salutare costruirsi una gabbia intorno e poi rimpiangere la libertà
succede anche a me a volte.
Si costruiscono problemi artificiali, affannarsi poi per smontarli, trovandone la soluzione
quasi questo desse un senso di onniscienza, esorcizzano, forse, i veri dolori che poi non hanno una combinazione per essere disinnescati, bisogna semplicemente attraversarli...viverli, per superarli, per arricchirsi di nuovi colori, come nuovi strumenti che prendono parte al gran concerto della vita ed allora hai più possibilità di esprimerla, di suonarla la tua vita.
Senza badare se ci sia qualcuno ad ascoltare, non ne puoi fare a meno, devi straripare.........con i suoni, i colori e tutto quello che sarai in grado di vedere e di r-accogliere lungo la strada; non c'è nulla di velenoso se usato nel modo giusto, anche il dolore è prezioso se accolto e vissuto con naturalezza.
In una lacrima, in un sorriso.
Si guarda sempre lontano, forse troppo e lo facciamo da così tanto tempo che abbiamo dimenticato come si fa per guardarsi dentro......non parliamo mai con noi stessi; abbiamo dimenticato come volerci bene, fraintendendo il farci le coccole con qualche vizio.
Poi, per caso incontri un libro o un vecchio amico dietro uno sconosciuto e ti ritrovi a riflettere, tornano in mente le volte da bambino, quando giocavi da solo e ti piaceva un sacco, eri da solo senza conoscere cos'è la solitudine, ti bastavi e poi, l'importante era inventare mondi dove la manina era un aereo ed un soldatino ammaccato era il capo di un intero esercito.
quel bambino a volte mi indica la via......mi riporta a casa.
non sono più chi ero, so che è normale ma non spontaneo, ci si deve arrivare.......sono in cammino, per ritornare forse da dove sono partito, da quel bambino.
Mi sembra folle il modo di vivere che abbiamo, ognuno il suo......cammino

Posta un commento