lunedì 21 aprile 2014

IL DITO NON è LA LUNA

"Credere in una dottrina" disse amichevolmente il Buddha, "significa perdere la libertà".
Diventando dogmatici, si pensa che la propria dottrina sia l'unica giusta e si accusano le altre di eresia.
Dalla ristrettezza di vedute nascono dispute e conflitti capaci di espandersi all'infinito, non solo sprecando tempo prezioso ma provocando a volte una guerra.
L'attaccamento alle opinioni è il massimo ostacolo al sentiero spirituale. legandoci a opinioni ristrette, ne veniamo irretiti a tal punto che chiudiamo la porta alla verità.
"Voglio narrarvi la storia del giovane vedovo che aveva un figlio di cinque anni.
Lo amava più della sua stessa vita. un giorno dovette lasciarlo a casa e uscire per affari.
Arrivarono i banditi che saccheggiarono il villaggio, lo diedero alle fiamme e rapirono il bambino.
Ritornato, l'uomo trovò la casa bruciata e, lì accanto, il cadavere carbonizzato di un bambino. Credette che fosse il figlio. Pianse di dolore e cremò ciò che restava del corpo. Amava tanto il figlio che raccolse le ceneri in una borsa che portava sempre con sè.
Mesi dopo, il figlio riuscì a scappare e ritornò al villaggio. Era notte fonda quando bussò alla porta.
Il padre stringeva tra le braccia la borsa con le ceneri e singhiozzava. Non aprì la porta, benchè il bambino dicesse di essere suo figlio.
Era convinto che il figlio fosse morto e che alla porta battesse un bambino del villaggio che voleva prendersi gioco del suo dolore. il bambino fu costretto ad andarsene, e padre e figlio si perdettero per sempre.
"Ora vedi, amico mio, se ci attacchiamo a un'idea e la riteniamo la verità assoluta, potremmo trovarci un giorno nella situazione del giovane vedovo.Pensando di possedere già la verità, non potremo aprire la mente per accoglierla, anche se la verità bussasse alla nostra porta".
Il mio insegnamento non è una dottrina nè una filosofia.
Non è il prodotto del pensiero concettuale nè una teoria simile alle varie filosofie che dibattono...........le teorie e i concetti riguardo alla verità sono come formiche che girano in tondo lungo il bordo di una ciotola, senza arrivare mai a nulla.
Il mio insegnamento non è una filosofia, ma il frutto dell'esperienza diretta. Tutto ciò che dico viene dalla mia esperienza, e lo puoi appurare anche tu attraverso la tua esperienza.
Io affermo che tutte le cose sono impermanenti e prive di un sè separato. Questo mi ha insegnato l'esperienza, e tu puoi fare lo stesso.
Insegno che tutte le cose dipendono da tutte le altre per nascere, svilupparsi e morire. Niente proviene da un'unica fonte originaria. Così come io ho fatto diretta esperienza di questa verità, anche tu la puoi fare. Il mio scopo non è spiegare l'universo, ma aiutare gli altri ad avere l'esperienza diretta della verità. Le parole non descrivono la realtà, solo l'esperienza diretta ci rivela il suo vero volto".
......Insegno un metodo per sperimentare la realtà, e non la realtà medesima, così come un dito che indica la luna non è la luna. Una persona intelligente seguirà la direzione indicata dal dito per vedere la luna, ma chi vede soltanto il dito e lo scambia per la luna non vedrà mai la luna reale. Io insegno un metodo da mettere in pratica, non qualcosa in cui credere o da adorare. Il mio insegnamento si può paragonare a una zattera che serve ad attraversare un fiume. Solo uno stolto rimarrà abbarbicato alla zattera una volta che sia approdato all'altra sponda, alla sponda della liberazione".

dal libro: "vita di SIDDHARTA  il BUDDHA"

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