mercoledì 26 marzo 2014

Osho

La cosiddetta civilizzazione vi rende estremamente timorosi delle lacrime, ha creato in voi una sorta di senso di colpa.
Quando vi spuntano le lacrime, vi sentite imbarazzati.
Cominciate a pensare: “Cosa penseranno gli altri? Sono un uomo e sto piangendo! Sembrerò una femminuccia, infantile. Non dovrebbe accadere.”
Smettete di piangere - e ucciderete qualcosa che stava crescendo in voi.
Le lacrime sono la cosa più bella che abbiate, perché sono lo straripare del vostro essere; e le lacrime non sono necessariamente frutto della tristezza.
A volte sgorgano da una grande gioia, a volte da una grande pace, e a volte sgorgano dall'estasi e dall'amore. Di fatto nulla hanno a che fare con la tristezza o con la felicità.
Qualsiasi cosa emozioni troppo il tuo cuore, qualsiasi cosa prenda possesso di te, qualsiasi cosa sia troppo grande, al punto che non riesci a contenerla e inizia a straripare...tutto ciò porta con sé le lacrime.
Accettale con grande gioia, liberale, nutrile, accoglile e attraverso le lacrime saprai come pregare.
Attraverso le lacrime saprai come vedere. Gli occhi pieni di lacrime sono capaci di vedere la verità.
Gli occhi pieni di lacrime sono capaci di vedere la bellezza della vita e la sua benedizione.

La capacità di essere soli è la capacità di amare. Potrà sembrarti paradossale, ma non lo è. È una verità esistenziale, solo le persone in grado di essere sole sono capaci di amare, di condividere, di immergersi nell’essenza più intima dell’altra persona, senza possederla, senza diventare dipendente dall’altro, senza ridurlo a un oggetto, e senza esserne assuefatto. Permettono all’altro una libertà assoluta, perché sanno che, se l’altro se ne va, saranno altrettanto felici, quanto lo sono adesso. La loro felicità non può essere portata via dall'altro, perché non è stata data da lui. Ma allora perché vogliono stare insieme a qualcuno? Non è più un bisogno, è un lusso: godono nel condividere, hanno così tanta gioia che vogliono riversarla in qualcuno. Sanno suonare la propria vita come un assolo: un solista di flauto sa come godersi il suo strumento in un assolo, ma se incontra un suonatore solista di tabla, si godranno la possibilità di stare insieme e creare un’armonia tra il flauto e le tabla. (Osho - Il velo impalpabile)
http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__il-velo-impalpabile.php?pn=3028

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