martedì 20 agosto 2013

G.I. Gurdjieff

L'uomo si identifica con il ruolo che è costretto a vivere: 
padre, figlio, padrone, operaio, impiegato, dirigente, 
professionista, intellettuale, guru, furbo, tonto, forte, debole, manager, ministro, disoccupato, ecc... 
per ognuno di questi ruoli esistono comportamenti sociali, abbigliamenti, modi di pensare e di esprimersi 
cui ciascuno si adegua inconsapevolmente. 
E quindi non siamo mai individui autentici,
ma veri e propri imitatori: imitiamo modelli e stereotipi
prodotti dalla società in cui viviamo.
Persino nei comportamenti più intimi recitiamo in realtà dei ruoli precostituiti, che non si limitano soltanto a comportamenti e ad atteggiamenti convenzionali, ma che penetrano anche all'interno delle nostre convinzioni, dei nostri giudizi, della nostra coscienza. Insomma continuiamo a recitare. L'inquinamento della nostra mente è troppo esteso. Bisogna imparare a dire la verità, ma per dire la verità, bisogna essere diventati capaci di conoscere che cos'è la verità e che cos'è la menzogna... soprattutto in se stessi.
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